lunedì 25 gennaio 2016

"IO PRETENDO RISPETTO"

IO PRETENDO RISPETTO.

Sicuramente non sapevo a cosa sarei andato incontro e 
neanche avrei potuto mai immaginarlo...

Io, in vita mia, ho dato tanto 
e ho lavorato senza sosta per ottenere quello che più serviva, 
IL RISPETTO.
Un rispetto che non ho mai preteso fin'ora, 
ma che mi sono comunque sudato sgobbando dalla mattina fino alla sera.

E quando tutto sembrava così vicino, 
quando tutto pareva essere al suo giusto posto,
ho iniziato a dare, 
a dare senza fermarmi e senza aspettarmi niente in cambio.
A dare ogni cosa che potesse renderli felici, 
anche a costo di privarmene in maniera permanente.
Perchè ho capito che i figli, 
altro non sono se non pezzi della mia stessa anima...
Pezzetti di cuore che imparano ad affrontare le stesse difficoltà e le stesse illusioni 
che tanto ho combattuto prima di loro...
Il meglio, 
per loro volevo e voglio solo il meglio!

Ora sono anziano, non riesco più a fare il mio lavoro nel giusto modo.
Non riesco più a sorridere in maniera spensierata e a gridare di felicità.
Non riesco più a mangiare cose troppo dure o a bere qualche bicchiere in più di vino.
Non riesco più ad abbracciare intensamente figli, nipoti, pro nipoti...
Il dolore fisico mi ha attanagliato più intensamente che mai.

Ma non è questo il problema, non è il mio corpo invecchiato a farmi soffrire di più!
E' quel male che sente la mia anima!
Chiusa quì... In questa clinica disumana che definiscono casa di riposo.
Negli ultimi mesi ho visto il male che gli uomini possono fare.
Ho provato quello mai avrei voluto provare...
Mi è stata tolta la dignità con la forza...
Hanno provato con parole pungenti, a farmi perdere il rispetto di me stesso.
Tutto ciò per cui ho lottato in vita mia, 
mi è stato strappato violentemente.
Tutto perchè sono stanco e debole,
tutto perchè non valgo più,
tutto perchè i miei insegnamenti non servono più!
Tutto perchè sono anziano.

Ma io lo pretendo ancora
e non mi arrendo.

Io pretendo Rispetto...
Perchè c'è ancora un'anima quì dentro!
25 Gennaio 2016,
Francesco Cerenzia




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