venerdì 29 gennaio 2016

"La paesana perfetta"


LA PAESANA PERFETTA

2015, Italia

Lidia è una giovane donna italiana di 20 anni, da poco diplomata, che vive in un piccolo paese di duemila anime.
E' una grande sognatrice e ha come obbiettivo principale, proseguire i suoi studi e specializzarsi in legge.
Lidia è vista dalla maggioranza dei suoi compaesani come una ragazza vivace e intraprendente, soprattutto dai suoi amici più cari, che la amano ciecamente.
Loro la considerano come una moderna “amazzone” capace di travolgere con le sue idee contemporanee e progressiste davvero tutti e tutto.
La giovane è amata soprattutto per la grande forza d'animo che la caratterizza e per lo spirito di autonomia che dimostra, in maniera intensa, già in giovane età.

Queste stesse virtù però, possono causare più di un problema in un paesino di montagna dalle propensioni mentali piuttosto chiuse e tradizionaliste; e questo Lidia lo impara quotidianamente sulla propria pelle.

La ragazza ha delle idee precise riguardo al suo futuro e sogna di diventare avvocato e di cambiare, nel suo piccolo, il mondo.

Inoltre spera di riuscire a portare più libertà e apertura mentale anche tra i suoi compaesani bigotti e “borghesi”, cercando di abbattere quelle tendenze tradizionaliste che generalmente soffocano caratteri come il suo.
Lei credeva nella forza delle donne e sapeva che con la sua caparbietà sarebbe arrivata lontano.

Nell'esporre il proprio pensiero, Lidia trova non poche difficoltà e spesso viene considerata dai suoi stessi parenti come una “folle” o meglio, come una “illusa”.

Non è tutto così semplice per noi donne, figlia mia!
Il mondo è un posto tanto grande quanto crudele, e solo con un uomo al tuo fianco riuscirai a trovare la serenità e la stabilità!”
-Le ripeteva spesso la madre durante i pranzi e le cene in famiglia.

Anch'io alla tua età, volevo essere più autonoma e libera!
Credevo di essere abbastanza forte da non aver bisogno di nessun uomo, ma mi sbagliavo di grosso! Perchè una donna da sola non è vista di buon'occhio.... Ed è fragile!”
-Le diceva spesso e volentieri la zia materna.

Una donna deve sistemarsi per bene e far trovare il pasto caldo al marito tutte le sere, non puoi mica restare zitella per sempre! Chi si curerà di te se non ti sposi? E cosa diranno le persone che ci conoscono?”
-Insisteva spesso il fratello maggiore.

Ma Lidia, circondata perennemente da questo clima di oppressione, non si lasciò mai abbattere e col tempo portò a termine i suoi studi universitari diventando una brillante avvocatessa; inoltre nei cinque anni trascorsi a studiare in una cittadina vicina al suo paese, la ragazza aveva sempre mantenuto fede ai suoi ideali e progettava con entusiasmo dilagante di fare un master all'estero che le consentisse di vedere e vivere pienamente il grande mondo esterno.

Ma ovviamente, il progetto costa più del previsto e Lidia chiede, sebbene controvoglia, un piccolo aiuto economico al padre.

Ti sei laureata, ti sei divertita e hai raggiunto il tuo scopo! Ora credo che ti serva un marito molto più di un master! Magari poi questo viaggio lo farai con lui!”
Le disse il severo padre con tono autoritario e senza dare possibilità alcuna di replicare alla giovane figlia.
Lidia quella sera pianse dalla rabbia e dalla frustrazione.



2018, Italia

A tre anni dalla laurea,
Lidia si era sposata con Matteo, suo caro amico d'infanzia diventato di colpo il suo unico amore.
Naturalmente gli sposi risiedevano nello stesso paesino natio di entrambi; e mentre lui lavorava nel campo dell'edilizia lei si occupava della casa a tempo pieno.
Ovviamente Lidia, per motivi economici, non frequentò mai quel master all'estero tanto desiderato e questo le causò molto dispiacere; un dispiacere, diventato così insopportabile, da costringere la ragazza a reprimere per sempre i suoi ideali da illusa e non adatti al futuro che la famiglia aveva scelto per lei.

L'amazzone non c'era più...
Era stata annientata, anzi si era annientata.
L'autonomia per lei aveva perso di significato e ora di più importante c'era la sicurezza e la certezza, ottenute solo ed esclusivamente sposando Matteo.
Almeno era questo, quello che Lidia si ripetè di continuo mattina dopo mattina, settimana dopo settimana, da quando si era sposata con l'amico.
Se lo ripetè fino allo sfinimento, fino al punto di crederci sul serio, fino a far diventare questa folle idea una realtà vera e propria.
Lidia aveva trovato la sua “strada”, aveva finalmente accolto e accettato i buoni principi di una perfetta paesana che compie i suoi doveri.
Quella voglia di libertà, che dominava il suo animo anni prima, non aveva lasciato la minima traccia dentro di lei...
Lidia aveva abbandonato quella parte di sé che desiderava il mondo, che bramava la conoscenza.
Lei aveva abbandonato se stessa... Mese dopo mese, inesorabilmente.


Sembra storia vecchia, ma quante Lidie esistono ancora oggi in realtà di paese e spesso anche di città?

Sono innumerevoli le donne, che ancora oggi, vengono considerate troppo deboli per sopravvivere nella società senza un uomo.

Sono troppe quelle che, per paura di rischiare e di fallire, preferiscono rinunciare ai propri sogni e alle proprie aspettative... Lasciandosi condizionare spesso, da realtà antiche e bigotte mascherate da sicurezza e certezza.

Lidia si è spenta, non farlo anche tu!

5 Gennaio 2016,
Francesco Cerenzia




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